Viareggio Cup, Torneo di Viareggio, Coppa Carnevale, World Football Tournament

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Dicono di noi

Ingegno e passione, la ricetta vincente del comitato organizzatore
Sono arrivato alla redazione di Viareggio un anno fa proprio nei giorni precedenti l’inizio del torneo giovanile e da appassionato tiepido di sport ma sempre attento alla realtà dove lavoro, non ho potuto fare a meno di cogliere la passione e l’entusiasmo sprigionato ogni giorno dai giovani colleghi chiamati a seguire l’evento. Certo, da spettatore, conoscevo la Coppa Carnevale-Viareggio Cup, conoscevo a sommi capi la sua storia, i suoi personaggi-simbolo, le vicissitudini legati allo stadio dei Pini-Bresciani. Ma un conto è seguire il Torneo da lontano, un altro è viverlo a due passi dallo stadio, dalla sede sociale del Cgc Viareggio, arrivando a contatto anche con quei dirigenti che da una vita, raccogliendo il testimone generazionale, organizzano
la manifestazione. Ogni anno, uno dietro l’altro, dal 1949 fino ad oggi.
Ho così avuto modo di mettere a fuoco con più attenzione l’impegno, la dedizione, l’orgoglio di chi dedica ore e ‘spende’ giorni di ferie, a far sì che la Viareggio Cup riesca a decollare portando il nome della città in tutto il mondo, creando anche un ritorno economico per tutte le categorie impegnate nel comparto turistico. Non mi voglio addentrare in discorsi tecnici o di formula della manifestazione, non sono di mia competenza: ribadisco in queste poche righe l’ammirazione (e idealmente un grande applauso) per tutti coloro che con un genuino slancio riescono a confezionare un prodotto importante in un mondo iper-professionistico. L’autenticità ‘artigianale’, fatta di ingegno e di felice intuizioni, che continua a manifestare il Cgc Viareggio è lo zoccolo duro del Torneo, che riesce ogni anno a ritagliarsi il suo spazio nel grande spettacolo del calcio.
Remo Santini, Capo servizio La Nazione Viareggio-Versilia
Che ribalta grazie alla televisione
La “Coppa Carnevale” come veniva chiamata una volta la manifestazione organizzata dal Cgc Viareggio da 71 anni ha sempre visto la Rai impegnata in prima persona che ha creduto in questo torneo. Proprio a Viareggio fu sperimentata la prima trasmissione di “Tutto il calcio minuto per minuto” televisiva, che poi è diventato un punto di forza radiofonico delle reti Rai. Ricordo bene dallo stadio dei Pini “Torquato Bresciani” la postazione con i vari collegamenti effettuati poi sugli altri campi dove erano in svolgimento le partite del Torneo. Fu senza dubbio una bella opportunità dal punto di vista professionale anche per i vari inviati che la Rai aveva mandato a Viareggio in occasione del Torneo. Esperimento che riuscì bene e quindi la manifestazione del Cgc si può dire che abbia tenuto a battesimo questa trasmissione che fu molto seguita, proprio per la novità che dava la possibilità ai telespettatori da casa di poter seguire in tempo reale quello che avveniva su tutti i campi dove si giocavano le partite. La Rai poi nel corso degli anni ha proseguito il suo legame con Viareggio e specialmente in questi ultimi anni ha davvero creduto nella manifestazione, grazie al lavoro del presidente del Cgc Alessandro Palagi, che ha saputo coltivare nel tempo rapporti che sono un ritorno di immagine per la città di Viareggio con tante ore nel periodo del Torneo di partite in diretta, oltre vari servizi nelle trasmissioni sportive oltre che su Rai Sport anche nelle altre reti. Insomma grazie al Torneo di Viareggio c’è una bella pubblicità per tutto il comprensorio versiliese.
Roy Lepore, Ansa
La carica delle provinciali alla conquista del Torneo
La carica delle provinciali alla conquista del Torneo. Anche per questa edizione la cosiddetta provincia del calcio nazionale sarà ben rappresentata e chissà che magari non sia proprio una di queste formazioni a far saltare il banco.
Evento che al ‘Viareggio’ è già successo diverse volte. La prima provinciale ad alzare al cielo la statuetta di Burlamacco è stata il Lanerossi Vicenza guidato da Berto Menti che infila una prestigiosa doppietta aggiudicandosi le edizioni del 1954 e del 1955, a spese di Juventus e Sampdoria, quando la prima squadra della società biancorossa militava addirittura in Serie B. Di quella squadra facevano parte giocatori destinati a fare la storia del club veneto come il portiere Franco Luison, che nell’edizione del 1955 terminò senza subire reti, Sergio Campana, Renzo Cappellaro (miglior marcatore della storia della manifestazione assieme a Ciro Immobile), Gigi Menti, Sergio Campana ed il futuro allenatore della nazionale italiana Azeglio Vicini oltre a Mario David, futuro campione d’Italia e d’Europa con il Milan e Mirko Pavinato vincitore del tricolore anni dopo con il Bologna. Nel 1969 tocca all’Atalanta di Mihaly Kinces che supera in finale il Napoli. I gioielli di quella squadra sono il portiere apuano Marcello Grassi, i difensori Giuliano Castoldi, e Giuseppe Zaniboni, il centrocampista Adelio Moro e l’attaccante Adriano Novellini. Atalanta che concederà il bis nel 1993 guidata da Cesare Prandelli.
L’inizio degli anni novanta del secolo scorso saluta il successo del Cesena guidato da Polo Ammoniaci che fa fuori nel girone eliminatorio la Juventus e poi la Fiorentina in semifinale prima di fare festa a spese del Napoli battuto con un gol di Pippo Masolini. Nel 1996 è la volta del Brescia di Adriano Cadregari che castiga in goleada il Parma nella finale cosiddetta dei tre futuri campioni del mondo. Il Brescia schiera infatti Andrea Pirlo, nel Parma ci sono Simone Barone e soprattutto Gigi Buffon che aveva trascinato i ducali in finale parando e anche trasformando calci di rigori ma che in finale viene trafitto da Bono, Campolonghi e Baronio il quale va a segno con un tiro da metà campo.
Nel Torneo dell’anno seguente fa festa il Bari di Lello Sciannimanico che mette in mostra un gran portiere (Generoso Rossi), un attaccante dal gol facile (Nicola Ventola) ed un centrocampista destinato a diventare sontuoso difensore (Nicola Legrottaglie).
Il nuovo secolo si apre con il successo dell’Empoli di Nicola Cecconi che fa piangere la Fiorentina con la quale aveva vinto il Torneo da giocatore, segnando anche il gol decisivo contro l’Ipswich diciotto anni prima.
La saga delle provinciali prosegue nel 2006 con la Juventude de Las Pedras, società che milita nei campionati minori uruguagi, mentre l’ultimo acuto si registra due anni fa con il Sassuolo di Paolo Mandelli che stabilisce un piccolo record: è la prima squadra ad avere vinto il Torneo di Viareggio superando le avversarie, dagli ottavi in avanti, sempre e solo ai calci di rigore.
Massimo Guidi, Il Tirreno di Viareggio
Alle radici della fratellanza tra i popoli rincorrendo un semplice pallone
La prima svolta arrivò nel 1970 con la presenza – oltre alle formazioni europee – degli argentini del Boca Juniors: l’apertura ai giovani di un altro continente è stato un passaggio epocale per la vecchia Coppa Carnevale. E un passo dietro l’altro, seguendo i principi ecumenici della fratellanza universale, di popoli e di razze, il Torneo viareggino ha finito per abbracciare i cinque continenti. Nel 1978 arrivò la prima formazione asiatica, i cinesi del Pechino e fu un evento mediatico straordinario; l’anno dopo, i continenti presenti erano diventati tre, oltre all’Europa e all’Asia, ancora con la Cina, c’era il Messico in rappresentanza dell’America. Poi toccò al debutto dell’Africa con la presenza dell’Algeri nel 1983. Il poker di continenti presenti al Torneo di Viareggio venne calato nel 1995 con la contemporanea ‘scesa’ in campo di squadre europee, dell’Oceania (il debutto degli australiani del Club Marconi di Sydney), dell’Asia (i giapponesi dello Yomiuri) e dell’America (i messicani del Pumas). Per avere i ragazzi dei cinque continenti in campo sarebbe stato necessario aspettare ancora qualche anno. Così all’alba del nuovo millennio, anno di grazia 2001, il Torneo di Viareggio fece bingo con i cinque continenti ai blocchi di partenza della manifestazione: le squadre europee erano accompagnate in questa festosa kermesse dalle compagini dell’Asia (i cinesi del Guandong), dell’America (i brasiliani del Corinthians ma non solo loro), dell’Australia (il Club Marconi di Sydney) e dell’Africa (i sudafricani dello Jomo Cosmos). Un rito universale che anche quest’anno di ripeterà nel segno del rispetto e della fratellanza dei popoli… non solo pensando ad un pallone.
Giovanni Lorenzini, Capo Ufficio Stampa Viareggio Cup
Riapre la fabbrica dei campioni – Viareggio adesso guarda all’estero
ARCHIVIO 68a edizione (anno 2016) – Clicca qui per leggere l’articolo
Alessandro Bocci, Corriere della Sera
Il «Viareggio» e i destini (opposti) di Buffon e Rigamonti
ARCHIVIO 68a edizione (anno 2016) – Clicca qui per leggere l’articolo
Carlos Passerini, Corriere della Sera
Quando le nuove Stelle si scoprivano a Viareggio
ARCHIVIO 64a edizione (anno 2012) – Clicca qui per leggere l’articolo
Maurizio Crosetti, La Repubblica
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