Curiosità
Viareggio Cup





28.03.2018
L’INTER HA VINTO IL TITOLO… CON LA FORMULA DELLA MULTIPROPRIETÀ
Era dal 2014 che una finale della Viareggio Cup non veniva decisa ai tempi supplementari: quattro anni fa fu il Milan a superare i belgi dell’Anderlecht, consentendo all’allenatore rossonero Pippo Inzaghi di cogliere il suo primo successo in panchina. Nel tempi supplementari, dopo l’1-1 al 90' furono i gol di Fabbro e Mastalli a spostare l’equilibrio a vantaggio del Milan. Quattro anni dopo, dunque, è l’altra formazione meneghina a trovare il successo: una vittoria nel segno della solidità difensiva e della… multiproprietà e della coralità in fase offensiva visto che sono addirittura 13 i giocatori che hanno siglato almeno una rete nel corso del torneo.
 
Come detto, decisivi ancora i tempi supplementari dopo – anche qui – che i tempi regolamentari si erano chiusi sull’1-1 con le reti di Sottil (dopo 16 secondi dall’inizio del secondo tempo) e la replica a dieci minuti dal termine del francese Belkheir. Ma nell’extra-time è accaduto quel che nessuno di aspettava: il portiere della Fiorentina Ghidotti è andato incontro ad un intervento scomposto che ha consentito al giovane Vergani, classe 2001, di mettere dentro, a porta praticamente sguarnita, il pallone del 2-1.
 
La reazione della Fiorentina è stata rabbiosa ma poco costruttiva: i solisti si sono persi in giocate fine a se stesse mentre l’Inter, solida e concreta, ha saputo disinnescare i palloni gettati nell’area nerazzurra più con la forza della disperazione che del gioco da parte dei ragazzi di Bigica. Grande entusiasmo al termine della gara che ha confermato la leadership dell’Inter che un anno fa aveva vinto il campionato Primavera, superando sempre la Fiorentina (in panchina c’era però Federico Guidi) per 2-1 e in questa prima parte della stagione la Supercoppa Italina.
 
Successo tanto più importante perché l’Inter di Stefano Vecchi (per il tecnico nerazzurro, secondo trionfo alla Viareggio Cup dopo quello del 2015) aveva dovuto fare a meno delle due stelle, Odgaard e Colidio (per gli impegni delle rispettive nazionali), senza dimenticare gli infortunati Zaniolo e Lombardoni, oltre ad altri giovani impegnati nelle selezioni azzurre. Un successo che ha poggiato le fondamenta sul pacchetto arretrato che in sette partite ha subito solo 2 reti ma anche sulla straordinaria capacità di andare a segno con diversi uomini. Record assoluto del Torneo, 13 i giocatori che hanno segnato almeno una rete: il capocannoniere dei nerazzurri è Merola con una doppietta siglata nella gara iniziale della manifestazione.
 
E la Fiorentina? La maledizione continua: la formazione gigliata non vince dal 1992 e stavolta è entrato in ballo il numero 17, tanto sono le finali disputate dal 1949 a oggi alla squadra gigliata. I giocatori più attesi all’esame della finale non hanno trovato i guizzi vincenti delle precedenti a cominciare da Gori (che si è comunque consolato con il premio del "Golden Boy") per passare al centrocampista Diakhate. Il giovane Sottil ha acceso la speranza ma non è stata sufficiente a invertire la rotta che vuole i viola ormai da 26 anni costretti alla resa. La 70° edizione della Viareggio Cup va in archivio non solo con il successo dell’Inter ma anche con i complimenti che i dirigenti del Cgc Viareggio hanno ricevuto dal commissario straordinario della Federcalcio, Roberto Fabbricini: «La Viareggio Cup è una importante risorsa del nostro calcio». Che dire di più: lunga vita al Torneo e a chi, con passione ed entusiasmo, continua a tenere la barra dritta verso altre edizioni. «Da domani – hanno detto i dirigenti capitanati dal presidente Alessandro Palagi – cominceremo a lavorare per l’edizione del 2019». La storia continua.














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