Dicono di noi
Viareggio Cup





Nel panorama calcistico giovanile nazionale ed internazionale la Viareggio Cup rappresenta un elemento qualificante della storia calcistica italiana. Pur dovendo far i conti, anche in questo settore, con la crisi economica e con le crescenti difficoltà legate al deterioramento dell’impiantistica di base, su cui latitano interventi di riqualificazione ad opera degli enti locali, l’ex Coppa Carnevale ha mantenuto intatto il suo fascino e la sua competitività. La promozione dei vivai e dei talenti del calcio italiano passa attraverso un quotidiano lavoro tecnico-atletico sulle nuove leve ed anche attraverso l’organizzazione di competizioni qualificanti come la Viareggio Cup. A questo si aggiunge il non trascurabile confronto con realtà calcistiche e culturali di diversi Paesi che consente ai giovani che vi prendono parte di accrescere la propria formazione. Colgo l’occasione per augurare agli organizzatori ed a tutti i partecipanti una buona riuscita della manifestazione all’insegna del fair play.

 


Carlo Tavecchio
Presidente F.I.G.C.

 

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C’è più di un filo, nemmeno tanto sottile, che unisce il torneo di Viareggio alla Serie B ConTe.it: quello più evidente è rappresentato dalla speranza di giovani calciatori, da noi soprattutto italiani e al Viareggio provenienti da ogni parte del mondo, di diventare un giorno professionisti di alto livello.
Sono molti gli atleti, guardando i tabellini delle 67 manifestazioni che dal ’49 si sono passati il testimone sportivo in un Torneo-icona del calcio internazionale e patrimonio di quello del nostro Paese, che hanno lasciato e stanno lasciando un’impronta importante nella storia del nostro sport. Non credo sia un azzardo pensare che anche questa edizione sarà ricordata come quella che ha lanciato atleti, allenatori e direttori di gara nell’eccellenza professionistica.
Noi della B coltiviamo le stesse ambizioni del Viareggio, potendo offrire al nostro sistema "rose" per quasi un terzo di giocatori Under 21, con le nostre Associate capaci di garantire un contributo tecnico crescente e continuativo alle Nazionali giovanili federali, calciatori spesso individuati e valorizzati in prima battuta dalla rappresentativa di categoria - la B Italia - che in questi cinque anni di esperienza ha visto passare fra le sue fila oltre 60 ragazzi che poi hanno vestito la maglia degli "Azzurrini", diventata per alcuni di loro quella ancor più prestigiosa della Nazionale maggiore.
Ma alla Viareggio Cup, come in Serie B, c’è e dovrà crescere un’aspirazione ancora più nobile e importante del successo agonistico: quella del miglioramento dei comportamenti e dei linguaggi dei protagonisti, che fanno la differenza aldilà delle qualità tecniche. Il Rispetto per la Lega B è un termine-chiave che rappresenta un grande “contenitore” di valori e di impegni. In questi anni abbiamo cercato di andare ben oltre la dimensione estetica di una campagna posizionata sui campi e sulle maglie, portandola anche nelle nostre attività sul territorio dedicate alla socialità e alla solidarietà. Allo stesso modo la Viareggio Cup non ha mai perso la consapevolezza che per essere campioni bisogna essere prima uomini, dentro e fuori dal campo.
Come sempre, e non per abitudine, le ultime righe sono dedicate agli auguri e agli auspici. Gli auguri agli Organizzatori, che meritano un ringraziamento sincero da tutti gli appassionati di calcio, di continuare a garantire questo appuntamento con il futuro del nostro amato sport, con l'auspicio che riescano a modernizzarlo, ampliandone la fruizione, anche attraverso la tecnologia, tutelando una manifestazione che ha e deve continuare ad avere nella tradizione e nel prestigio i suoi cardini e le sue fondamenta da cui non prescindere.
Un auspicio speciale ad atleti, staff tecnici, società e direttori di gara: di emergere nella professione sportiva e nella vita, ma anche di non perdere il reale obiettivo di questa Competizione, ovvero di primeggiare in campo, ma anche nel Rispetto per l’avversario e per il prossimo. Senza Rispetto non c’è futuro non solo nel calcio, ma in qualsiasi contesto sociale ed è bene tenerlo presente, sempre.


Andrea Abodi
Presidente Lega Nazionale Serie B

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Il torneo 'Viareggio Cup', negli anni, è divenuto un punto di riferimento per tutto il mondo del calcio giovanile. È un'occasione importante per i ragazzi che praticano questo sport che li porta a crescere sia come sportivi, sia come persone.
Anno dopo anno, infatti, la Viareggio Cup si è consolidata come una delle manifestazioni del calcio giovanile internazionale più prestigiose e meglio organizzate, capace di mettere in luce i nuovi campioni in un torneo nel quale i valori sportivi del rispetto dell'avversario e della lealtà sono esaltati.
Nel tempo, molti dei partecipanti a questo torneo hanno visto decollare la propria carriera di calciatori, divenendo sportivi affermati e di successo. Eppure, nonostante questo importante risultato, l'aspetto che maggiormente mi preme sottolineare è quello legato alla valorizzazione del settore giovanile delle squadre italiane e dei giovani emergenti, àmbiti troppo spesso sottovalutati e trascurati.
Quella del 2016, inoltre, è un'edizione molto importante della 'Viareggio Cup', in quanto caratterizzata da alcune novità che segnano la volontà di questo torneo di crescere e di attestarsi sempre più come punto di riferimento nel settore.
L'aver scelto, ad esempio, di far giocare le gare a marzo e non a febbraio, aver deciso di far durare il torneo 16 giorni invece di 14, oppure dare l'opportunità a più ragazzi di disputare le partite, rappresentano novità che non sono solo di ordine organizzativo, bensì sottolineano come si tratti di una manifestazione che recepisce le esigenze dell'ambito nel quale si muove, le fa sue e le mette in atto, in modo da poter essere quanto più possibile quell'occasione di crescita sportiva e umana per i giovani calciatori che, da sempre, rappresenta lo spirito della 'Viareggio Cup'.
Non posso, quindi, che congratularmi con la Società polisportiva CGC per l'impegno che mette nell'organizzazione di una delle manifestazioni sportive più interessanti e prestgiose per il panorama giovanile non solo del territorio, ma di tutto il nostro Paese.
Colgo infine l'occasione di questo breve intervento per augurare un grandissimo successo alla manifestazione, già sapendo che sarà questo il risultato degli sforzi organizzativi della Società polisportiva CGC, ma voglio anche augurare buon divertimento a tutti coloro che parteciperanno in qualsiasi veste alla 'Viareggio Cup', sottolineando come il successo di una manifestazione non può non passare dal divertimento di coloro che la rendono viva.


Luca Menesini
Presidente della Provincia di Lucca

 

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Il calcio italiano riscopre il talento dei suoi ragazzi. È chiaro che i campioni fanno crescere il movimento e accendono lo spettacolo. Ma che bello vedere, per esempio, il Milan di Mihajlovic che affida la porta ad un ragazzo come Gianluigi Donnarumma e lo fa esordire in A a 16 anni, persino in anticipo rispetto a Buffon, che quando giocò la prima tra i pali del Parma nella massima serie (proprio contro il Milan, nel 1995), di anni ne aveva 17. La Fiorentina punta sul talento di Federico Bernardeschi, 21 anni, toscano doc. Stiamo vedendo quanta orgogliosa gioventù italiana ci sia nel progetto del Sassuolo che ora accarezza l'Europa, che è partito da Zaza e Berardi e passando da Pellegrini alle scelte future (Sensi, Marazzina) traccia una linea di centrocampisti intorno ai 20 anni. Nella Juve Rugani, se non avesse davanti tre colossi come Barzagli, Bonucci e Chiellini, avrebbe già trovato lo spazio che merita.
Un'ultima riflessione sulle recenti sessioni di mercato e sulle scelte di alcuni club: il Milan a giugno ha investito su Alessio Romagnoli, difensore centrale di 20 anni (allora, oggi 21). A gennaio il Napoli ha fatto mercato prelevando il giovane centrocampista Alberto Grassi dall'Atalanta, ventenne anche lui. La Juve ne prenota un altro, il diciottenne Mandragora (dalla serie cadetta, come Sensi e Marazzina). La Roma dopo Sadiq, attaccante nigeriano diciannovenne, lancia il connazionale Nura, esterno destro di 18 anni. Sette mesi fa erano entrambi allo Spezia, sempre in B, così come tanti ragazzi sotto i riflettori dei club importanti. Altri due esempi? Florenzi e Cataldi tornarono alla Roma e alla Lazio dopo aver brillato nel Crotone.
La serie B sta diventando il grande laboratorio del vivaio italiano e fa crescere la sua presenza anche all'interno della Viareggio Cup, accanto alle solite grandi che ne hanno scritto l'albo d'oro e consolidato la tradizione. Il palcoscenico dei giovani è nato in Versilia negli Anni Cinquanta. Da qui ne sono passati tanti: anche di quelli appena ricordati. E da qui si riparte per un nuovo viaggio alla scoperta del talento.



Alessandro Vocalelli
Direttore del Corriere dello Sport - Stadio

 

 

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Rinnovamento e tradizione. Opposti che si uniscono nella 68ª edizione della Viareggio Cup, segnata da un cambiamento epocale: il torneo si scioglie dal legame con il Carnevale e per la prima volta si disputa a cavallo della Pasqua. Scelta oculata, che dovrebbe garantire un clima mite e di conseguenza campi migliori e maggiore spettacolo. Senza contare che, giocando in un periodo in cui la maggior parte dei campionati si ferma, sarà più facile per il Torneo viareggino provare ad attrarre in futuro anche le grandi squadre europee, oltre al gotha del calcio italiano.
E qua veniamo alla tradizione, che vede la Viareggio Cup ritrovare la Juventus: protagonista storica con otto successi, firmati da talenti che si avviavano a diventare campioni, a cominciare da Alessandro Del Piero, la società bianconera torna dopo un anno di assenza. Troverà rivali importanti: dall’Inter detentrice del torneo al Torino campione d’Italia, riportato da Moreno Longo all’altezza della propria tradizione, passando per il Milan che nella scorsa edizione lanciò un portiere non ancora sedicenne: Gianluigi Donnarumma. Ecco la tradizione della Viareggio Cup che si rinnova ogni anno: lanciare campioni.


Sergio Baldini
Tuttosport


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La Coppa Carnevale 2016 nasce con una grande apertura di credito nei confronti del calcio africano. Lo ha deciso il Cgc Viareggio seguendo il filo conduttore dell'evoluzione del pallone nel continente nero sempre più in grado di sfornare elementi di grande interesse tecnico. Non è un caso che quasi tutti i campionati maggiori europei siano sempre più 'popolati' da atleti che sono nati proprio in Africa, sia in quella che si affaccia sul Mediterraneo che in quella più profonda.
E così anche la Coppa Carnevale ha scelto di percorrere con maggiore attenzione anche questa strada, già imboccata in passato ma senza quella presenza massiccia che si preannuncia quest'anno. Il debutto di una squadra africana è datato anno di grazia 1983 quando al torneo giovanile di Viareggio debuttò la rappresentativa della città di Algeri. Non fece molta fortuna: tre partite, altrettante sconfitte contro Inter, Partizan Belgrado e Pisa. Andò un po' meglio l'anno dopo sempre con l'Algeri in campo: arrivò non solo il primo gol firmato dal fantasia Magueni contro la Fiorentina nella sconfitta per 6-­1 ma anche il primo successo per 3-­1 contro i tedeschi dell'Eintracht Francoforte.
Una grande sorpresa, consegnando di fatto all'Inter il passaggio del turno per arrivare poi alla finale, la firmò la formazione keniana del Nairobi nell'edizione del 1986, guidata da un serie di accompagnatori molto pittoreschi e amanti del cibo e del buon bere: il Nairobi eliminò il lanciatissimo Montevideo, con un incredibile 2-­1 dopo avere perso in maniera pesante le prime due partite.
Nel 1997 arrivano i ghanesi del Goldfields e non vanno molto lontano: da quel momento in avanti, il calcio africano diventa una presenza quasi costante alla Coppa Carnevale con tanti ragazzi finiti sul taccuino dei talent scout di mezza Europa ma anche protagonisti di storie e di vicende extrasportive, come quando un gruppo di giovani promesse della formazione senegalese del Camberene fecero perdere le loro tracce per qualche giorno, salvo poi essere ritrovati a Milano. Tutto quanto fa spettacolo e notizia nel segno della Coppa Carnevale.


Giovanni Lorenzini
La Nazione - Viareggio
 

 

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RIAPRE LA FABBRICA DEI CAMPIONI - VIAREGGIO ADESSO GUARDA ALL'ESTERO

ARCHIVIO 68a edizione (anno 2016) / Clicca qui per leggere l'articolo.

Alessandro Bocci
Corriere della Sera

 

 

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IL «VIAREGGIO» E I DESTINI (OPPOSTI) DI BUFFON E RIGAMONTI
ARCHIVIO 68a edizione (anno 2016) / Clicca qui per leggere l'articolo.

Carlos Passerini
Corriere della Sera

 

 

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QUANDO LE NUOVE STELLE SI SCOPRIVANO A VIAREGGIO
ARCHIVIO 64a edizione (anno 2012) / Clicca qui per leggere l'articolo.

Maurizio Crosetti
La Repubblica











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