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71ª edizione





29.03.2019
PARLA IL PRESIDENTE PALAGI: «IL CGC VUOLE IL TORNEO A CARNEVALE... MA NON SPETTA A NOI L'ULTIMA PAROLA»
Più che l’organizzazione di un torneo di calcio, quest’anno la Viareggio Cup è sembrato un percorso di guerra molto accidentato, a tratti infernale, simile a quei test sul campo ai quali vengono sottoposti i marines o i paracadutisti per diventare ‘effettivi’ del corpo: un percorso di avvicinamento caratterizzato da trabocchetti, agguati, discese, salite, impennate di ottimismo dopo test facili intervallate da immersioni in apnea con poco allenamento. Insomma, roba da far tremare i polsi e da mettere a dura prova coronarie, pressione e tenuta nervosa. «Ma alla fine, non senza fatica, siamo arrivati in fondo. Chi dice che stavolta abbiamo dovuto superare le sette fatiche di Ercole non ci va molto lontano. Ma per come siamo fatti noi del Cgc Viareggio, da domani si comincia a lavorare per il futuro» esordisce il presidente Alessandro Palagi.

 

Subito così, senza un attimo di riposo o di riflessione?
«Le riflessioni le abbiamo fatte cammin facendo, ascoltando suggerimenti e i consigli disinteressati di chi ci è vicino e amico da tempo. Le critiche? Fanno parte del gioco ma talvolta qualcuna, me lo dovete consentire, è fuori luogo».
 

In che senso?

«Quando sento parlare gli addetti ai lavori che il torneo di Viareggio dovrebbe tornare nel suo periodo canonico di Carnevale, mi chiedo: se fanno parte del mondo del calcio, perché non sanno che a Carnevale, come accadeva in passato, la Federazione e le Leghe di competenza non fermano più il campionato Primavera che è sempre stato quello di riferimento della nostra manifestazione? Noi lo abbiamo chiesto ma ci è stato detto che la sosta era prevista nel mese successivo, non a gennaio-febbraio».
 

Ci spieghi meglio per evitare equivoci?

«Da qualche anno siamo costretti a organizzare il torneo a marzo, nel periodo di sosta del campionato Primavera, che coincide però con gli impegni delle Nazionali giovanili nelle competizioni europee. Ecco perché alcune delle squadre di rango hanno disputato una parte della ‘Viareggio Cup’ con schieramenti privi degli elementi più rappresentativi».
 

Come si può ovviare a questa sovrapposizione?

«Tornando a giocare nel periodo di Carnevale ma con la certezza, istituzionalizzata nel calendario Primavera, della sosta per almeno una giornata: studieremo una formula per accorciare la durata della manifestazione. I dirigenti del Centro sono già al lavoro in questo senso. È però indispensabile che Federazione e Leghe ci siano vicine e capiscano che 71 anni di Torneo di Viareggio qualcosa vogliono pur dire».
 

Cosa vi aspettate?

«Che le società appoggino concretamente la nostra richiesta di tornare a disputare il torneo nel periodo di Carnevale. Noi ci muoveremo e lavoreremo in quella direzione: sarebbe bello, questo è l’augurio personale e di tutto il consiglio direttivo, che le società di serie A e B decidano di schierarsi al fianco del Cgc Viareggio».
 

Altrimenti…

«Altrimenti… ci arrabbiamo. Scherzo, ovviamente: sono fiducioso che una manifestazione come il torneo di Viareggio sia riuscita a guadagnare la stima e la credibilità in quasi tre quarti di secolo di attività».
 

C’è chi suggerisce di migliorare il lotto delle formazioni straniere?

«Ci proviamo anno dopo anno ma un po’ tutte le federazioni, europee e non, hanno aumentato il numero degli impegni nei campionati giovanili. Non sempre è possibile avere le ‘grandi’. Quest’anno avevamo annunciato l’arrivo dell’Everton: avevamo l’ok, ma la squadra ha superato anche l’ultimo turno della FA Youth e non ha potuto prendere parte alla nostra manifestazione. Voglio dire che non manca da parte nostra la volontà di fare un grande torneo».
 

Senza dimenticare che c’è un altro problema di non poco conto: la disponibilità dello stadio dei Pini "Torquato Bresciani".

«Certo: noi abbiamo accolto con fiducia la nuova dichiarazione del sindaco che parla di una ristrutturazione dell’impianto per il quale sono stati già stanziari 600 mila euro. Forse ne serviranno di più. L’importante, e lo dico già ora, a un anno dalla 72’ edizione, che non si arrivi alla… porta con i sassi per decidere se lo sia disponibile o meno per il torneo. Non possiamo rimanere con una spada di Damocle sulla testa fino a 72 ore prima dell’inizio della manifestazione come è accaduto nelle scorse settimane».
 

I corteggiatori non mancano.

«In Toscana e fuori. Quest’anno, oltre alla Spezia, avevamo avuto cinque proposte dopo la notizia della non riapertura dello stadio dei Pini-Bresciani. Proposte documentate e documentabili».
 

È un monito per Viareggio?

«Noi abbiamo dimostrato che seppur in mezzo a mille difficoltà, il torneo è stato organizzato ed è arrivato in fondo. Le altre riflessioni le lasciamo a chi a Viareggio e nei Comuni limitrofi nel periodo di bassa stagione lavora con il torneo. E’ chiaro che se il torneo, fra un anno dovesse spostarsi, per ovvi motivi logistici organizzativi ed economici, si sposteranno anche le squadre».
 

Un ultimo pensiero?

«A tutti i soci, dirigenti, collaboratori e appassionati del Cgc Viareggio che hanno speso una parte del loro tempo, qualcuno utilizzando anche i giorni di ferie, per contribuire all’organizzazione del torneo: ci hanno messo cuore e passione. Qualche sbavatura c’è stata ma nessuno è perfetto».

 




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