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68ª edizione





28.03.2016
JUVE CHE BRIVIDI, SPEZIA RESA ALL'ULTIMO RIGORE
Spezia - Juventus 4-5 d.c.r. (2-2 d.t.r.)
 
Reti: 40' pt. Filipovic (S); 13' st. Lirola (J), 18' Schiattarella aut. (J), 45' Maggiore (S).
 
SPEZIA (3-5-2): Saloni; Schiattarella, Terminello, Barbato; Candela, Badiali, Antezza, Maggiore, Paljk (26' st. Demofonti); Okereke, Filipovic (31' st. Faiola). (A disposizione: Fontana, Correa, Loho, Grieco, Cecchetti, Mosti, Tardo, Paccagnini, Cito, Sanchez, Ferri, Maione). All. Gallo.

JUVENTUS (4-3-3): Del Favero; Lirola, Blanco Moreno, Severin, Zappa (10' st. Beruatto); Macek (26' st. Tamba M'Pinda), Bove, Cassata (10' st. Toure, 26' st. Didiba); Pozzebon (37' st. Dieye), Di Massimo (10' st. Morselli), Vadalà (37' st. Kastanos). (A disposizione: Vitali, Consol, Eleuteri, Coccolo, Vogliacco, Parodi). All. Grosso.

Arbitro: Mainardi di Bergamo (assistenti M. Rossi di Novara e Novellino di Brescia).

Note: spettatori 2500 circa; espulsi al 24' st. Antezza (S) e al 46' st. Vogliacco (J) dalla panchina; ammoniti Filipovic (S), Severin (J), Didiba (J).

Sequenza rigori: Okereke (S) palo, Bove (J) parato, Candela (S) parato, Morselli (J) parato, Schiattarella (S) gol, Blanco Moreno (J) parato, Faiola (S) traversa, Kastanos (J) gol, Demofonti (S) gol, Lirola (J) gol, Badiali (S) parato, Severin (J) gol.

 

LA SPEZIA. La partita infinita sorride alla Juventus ai calci di rigore, dove gli errori dal dischetto su entrambi i fronti hanno sommato pathos a pathos, poi al dodicesimo penalty decide il difensore francese Severin che spiazza il gigantesco portiere spezzino Saloni. Juventus in finale per la quattordicesima volta dove incontrerà la novità Palermo. Un eventuale successo porterebbe i bianconeri ad affiancare il Milan a quota nove trionfi in 68 anni di storia.

 

Match di incredibile intensità dove lo Spezia ha messo anima e corpo fino all'ultimo secondo del recupero ed in inferiorità numerica per il rosso a capitan Antezza, reo di aver colpito con un pugno Vadalà. Gesto più di nervosismo che di cattiveria, ma fatto sotto gli occhi di un assistente dell'arbitro Mainardi.
Con la Juventus avanti di un gol, gli aquilotti hanno macinato gioco senza sbilanciarsi e soprattutto coprendo gli spazi con assoluto giudizio tattico fino al corner decisivo assegnato al 5' di recupero. E qui spunta la magia di Maggiore che di tacco, in un'area affollatissima, beffa tutta la difesa bianconera sul primo palo. Impazzisce il pubblico (ben 2500 spettatori!) dello stadio "Picco" che ormai era rassegnato al peggio. I rigori insperatamente conquistati hanno il gusto di una quasi vittoria. Ma il sogno finisce proprio qui dove sembra iniziare.

 

Eppure lo Spezia ha giocato un primo tempo di grande intensità con la coppia d'attacco Filipovic-Okereke a folleggiare con le armi della velocità e della tecnica. Prima parte tra un errore e l'altro sottoporta in un'inquietante alternanza: prima Terminello mette fuori, poi Filipovic viene fermato dall'ottimo Del Favero, di contro ci pensano Vadalà e Di Massimo a mettere in pareggio le occasioni mancate per parte.
Ma la giocata letale per la Juventus arriva proprio dalla coppia regina dello Spezia. Azione di contropiede (39') con Filipovic che affonda centralmente, poi appoggia sulla sinistra a Okereke, il quale lo pesca di precisione sul secondo palo: tocco e sesta rete per il croato, tra l'altro ex juventino (6 mesi in prestito alla Primavera). Nel contesto la difesa della Juventus non tocca palla e la bravura dei due spezzini è evidente.
Grosso mette mano ai cambi nella ripresa e li indovina con un pizzico di buona sorte. L'entrata di Beruatto è decisiva. Prima va al tiro di poco alto, poi confeziona un cross che Lirola deve solo appoggiare in rete di testa (13' st): 1-1. E sul pareggio lo Spezia paga dazio in modo perfino esagerato in soli cinque minuti. Infatti un cross dell'ottimo Lirola trova la deviazione di Schiattarella (18' st) nella propria rete. Autorete clamorosa per dinamica e beffarda precisione.
Juventus col risultato sotto controllo e per di più con lo Spezia che poco dopo resta in dieci (23' st).
Sembra fatta, addirittura Morselli (29' st) manda alle stelle l'occasione del terzo gol.
Da qui in poi lo Spezia risale la china e si posiziona nei pressi di Del Favero che è decisivo anche su Okereke (33' st), come lo è Severin ancora in anticipo sul nigeriano (41' st).

 

Bianconeri coi brividi e che restano di ghiaccio sulla giocata finale di Maggiore. Poi i titoli di coda dicono Juventus in finale anche grazie all'ultima prodezza di Del Favero su Badiali, ma lo Spezia esce a testa alta e l'applauso dello stadio è un premio che consola i ragazzi di Gallo. Bellissima semifinale, incredibile esperienza. Pronti a riprovarci.
Intanto la Juventus si prepara ad esprimere un gioco migliore (di cui è capacissima) tra due giorni, ma la dimostrazione di potenza e di freddezza è stata comunque importante. L'aver accettato di giocare a La Spezia una semifinale della Viareggio Cup è stata scelta coraggiosa e lungimirante. Non tutti sarebbero andati a cuor leggero nella tana degli aquilotti. Questo è un merito non trascurabile e la qualificazione mette il sigillo ad un grande gruppo che ha saputo supplire all'assenza dei nazionali Romagna e Favilli, ma sopratutto all'infortunato Clemenza, vero talento di casa Juventus.

 

(FOTO MARCO DALLARA)




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