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25.02.2013
IL PRESIDENTE PALAGI: «GRANDE ANDERLECHT, UN PECCATO PER IL MILAN»
Il presidente Alessandro Palagi è da undici edizioni alla guida del Centro Giovani Calciatori, la società dilettantistica organizzatrice della Viareggio Cup. Un percorso fatto di difficoltà oggettive e di altrettante soddisfazioni.
«Portare al Torneo quarantotto squadre è sempre un'impresa e in questa edizione siamo riusciti ad iscrivere metà club stranieri. Con questi numeri è la prima volta nella nostra storia. Il fatto che abbia trionfato l'Anderlecht ci conforta sul piano della scelta e della formula».

Ma c'è qualcuno che vorrebbe un Torneo con meno squadre e magari più corto per alleviare lo sforzo.
«Dovessimo portarlo anche a trentadue, sempre due settimane sarebbero, quindi non vedo dov'è il problema. Poi a chi parla di troppa fatica ricordo che l'Anderlecht è venuto con soli diciotto giocatori in lista e ha messo tutti in fila meritatamente. I club italiani sono venuti tutti con ventiquattro ragazzi e hanno potuto fare, per la prima volta, cinque cambi a partita. Poter cambiare mezza squadra ogni volta è un bell'aiuto alla gestione della fatica generale. L'organizzazione è andata incontro ai club cambiando il regolamento, compresa l'eliminazione dei supplementari, salvo la finale. Questa è la risposta migliore a chi vorrebbe snaturare una manifestazione a seconda dei propri interessi organizzativi. Sono proposte solo strumentali e non si capisce dove vogliano andare a parare. La Viareggio Cup è un patrimonio del calcio italiano, siamo un enorme megafono per tutti i vivai italiani e stranieri. Chi vi partecipa e magari lo vince ne resta legato per tutta la vita. Basterebbe chiedere a Del Piero che ci mette sempre in prima fila tra i suoi trionfi in carriera».

Un'edizione spettacolare, dove Rai Sport 1 e 2 hanno dato un apporto fondamentale per la buona riuscita.
«Certamente, tanto lavoro da parte della loro squadra di giornalisti. Un servizio di qualità a favore dei giovani e del loro futuro».

Il Milan ha perso la finale, ma si consola con il Golden Boy assegnato al centrocampista Cristante.
«Mi spiace per i ragazzi rossoneri e per il loro tecnico Dolcetti. Mi spiace anche per Galliani, Allegri e Braida che sono venuti da Milano con buone speranze di portare a casa il nostro Burlamacco. Ma sono sicuro che ci riproveranno. Il loro è un settore giovanile di prim'ordine, quindi avranno un'altra chance, magari fin dalla prossima edizione. Comunque il loro Cristante è un centrocampista di grande valore che nei prossimi anni vedremo ad alto livello, così come Ganz un grande opportunista d'area come il padre».

Ganz capocannoniere, insieme ad altri quattro bomber a quota cinque reti.
«È toccato a lui perché è arrivato fino in fondo ed è anche merito suo se il Milan è giunto a giocarsi la finalissima».

Finita la grande kermesse, si pensa già al futuro.
«L'edizione numero sessantasei inizierà il 17 febbraio prossimo per concludersi il 3 marzo. Il nostro futuro è tutto da riscrivere e da programmare. Il recente accordo con Abodi e la Lega di Serie B ci aiuterà ad andare lontano. Ben vengano coloro che ci portano consigli costruttivi a tutto campo. Siamo pronti a recepirli a cuore aperto, ogni ulteriore miglioramento non potrà che fare del bene a noi e al movimento giovanile italiano».


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